20 September 2025
14:30 - 16:00

Riconoscersi padri

Talk classico

Riconoscersi padri

Cosa vuol dire essere padri oggi? In una società in cui l’uomo non provvede più da solo al mantenimento della famiglia, ma allo stesso tempo non è ancora perfettamente legittimato a ricoprire un ruolo di cura (li chiamano mammi), in un sistema che permette agli uomini di prendere solo 10 giorni di congedo, come si costruisce un nuovo immaginario di padre?

Se da un lato la figura paterna sta uscendo dal ruolo di garante esclusivo della sicurezza e del sostentamento economico, per costruirsi come una presenza affettiva, partecipe e quotidiana nella vita dei figli, il contesto sociale sembra ancora fermo a un immaginario della paternità che non riflette questo cambiamento.

Un’occasione per riappropriarsi della paternità senza ruoli di genere.

Famiglia e Lavoro

quando?

Sabato 20,
14.30/16.00. CISTERNE 3

ospiti

Gaia Rota, latendainsalotto
Michele Cattaneo, latendainsalotto
Matteo Zani

modera

Alessandro Sahebi

Obiettivi

Il talk vuole aprire una riflessione sul futuro della paternità come spazio di libertà, crescita reciproca e ridefinizione positiva del maschile. Vuole esplorare le esperienze dei vari ospiti sulla paternità, come ognuno l’ha vissuta, e capire quali siano i principali ostacoli e problemi che un padre vive oggi. Vuole concentrarsi  sui desideri e sogni della paternità, su come potrebbe cambiare e su che responsabilità hanno gli uomini nel rivendicare il ruolo di padri.

Parlare di paternità significa esplorare come l’esperienza di essere padri influenzi non solo la sfera familiare, ma anche le relazioni e il mondo del lavoro. La partecipazione degli uomini alla cura rappresenta un tassello essenziale per l’intera comunità: aiuta a scardinare stereotipi di genere, promuove un modello di genitorialità più equilibrato e apre la strada a racconti nuovi e inclusivi.

È necessario esplorare il passaggio che porta da un modello basato sul potere e sulla distanza emotiva a uno fondato sulla cura, l’ascolto e la corresponsabilità educativa, analizzando le sfide e le opportunità che questa metamorfosi comporta.

Domande

1. Apertura e contesto
  • Cosa significa per voi, personalmente, “riconoscersi padri”?
  • In che modo oggi la paternità è diversa da quella che avete visto o vissuto nelle generazioni precedenti?
2. Ruoli e stereotipi
  • L’uomo che si occupa di cura viene ancora chiamato “mammo”: quanto pesano queste etichette?
  • Quali sono i principali ostacoli culturali e sociali che impediscono agli uomini di vivere pienamente il ruolo di padri presenti?
  • Quanto incide la rappresentazione della paternità nei media e nel linguaggio comune?
3. Lavoro e diritti
  • Con soli 10 giorni di congedo obbligatorio, che messaggio manda lo Stato agli uomini sul loro ruolo nella cura?
  • Quali cambiamenti concreti servirebbero nelle politiche di lavoro e congedo per favorire una vera parità nella genitorialità?
  • Avete esperienze di aziende o realtà che hanno favorito la presenza dei padri?
4. Esperienze personali
  • Qual è stato il momento in cui vi siete sentiti davvero padri per la prima volta?
  • Quali sono le sfide più difficili che avete incontrato nel vostro percorso di paternità?
  • C’è un aspetto della paternità che vi ha sorpreso, che non vi aspettavate?
5. Futuri possibili
  • Come immaginate la paternità tra vent’anni?
  • In che modo il coinvolgimento dei padri può contribuire a cambiare la cultura della cura in Italia?
  • Quali nuove narrazioni sulla paternità vi piacerebbe vedere circolare di più?
6. Chiusura
  • Se doveste lasciare un messaggio a un uomo che sta per diventare padre, quale sarebbe?